#Titanic Conspiracy?

Introduzione

Nel 1985 una notizia elettrizzò l’opinione pubblica mondiale: “we found the Titanic“. Ad una spaventosa profondità di quasi 4000 metri, nell’oscurità più totale, il team coordinato da Robert D. Ballard trovò ciò che restava del transatlantico più lussuoso all’epoca della sua costruzione, 73 anni dopo il suo affondamento. Quello che non tutti sanno è che la scoperta del relitto riaccese una vecchia polemica, in realtà mai sopita del tutto, alimentata da dicerie passate di generazione in generazione: “quello in fondo all’oceano, non è il Titanic, ma la sua nave gemella Olympic, scambiata con il Titanic”. Su questa questione hanno dibattuto storici e sociologi per anni, e sono stati scritti anche libri. Chi ha ragione?

Premessa – Le navi di classe Olympic

Nel 1909 Lord Pirrie (presidente della società di costruzioni navali Harland&Wolff di Belfast) e Bruce Ismay (socio fondatore della compagnia di navigazione White Star Line) concepirono l’idea di costruire tre transatlantici che dovevano eccellere e superare in dimensioni, lusso ed eleganza quelli della concorrenza (specialmente della rivale Cunard Line). Decisero di chiamare questa nuova classe di navi la classe Olympic, con tre esemplari: Olympic, Titanic e Gigantic. Successivamente al naufragio del Titanic, il Gigantic venne rinominato Britannic (per motivi scaramantici, in quanto si temeva che il pubblico associasse a questi nomi, tipici della mitologia greca, un destino nefasto come quello che spettò ai Titani e ai Giganti).

Delle tre navi, l’Olympic ebbe vita più lunga e restò in servizio dal 1911 al 1934. Il Titanic ebbe una brevissima vita di 10 giorni (contando le prove in mare prima di prendere servizio) e il Britannic restò in servizio per circa 2 anni prima di essere affondato da una mina navale tedesca nel Mar Egeo.

L’Olympic e il Titanic vennero costruite fianco a fianco, a partire dal 31/03/1909. La prima entrò in servizio il 14/06/1911, la seconda il 31/03/1912. Il Britannic invece entrò in servizio il 26/02/1914 come nave ospedale nella Prima Guerra Mondiale.

A causa della contemporaneità della costruzione di Olympic e Titanic, la stampa dell’epoca tendeva a confrontare (e a confondere come vedremo più avanti) queste due navi qui.

Olympic e Titanic – Somiglianze

Le due navi erano molto simili, esteticamente:

  • Lunghezza: 269 metri l’Olympic, 269.90 metri il Titanic
  • Larghezza: 28.2 metri l’Olympic, 28.0 metri il Titanic
  • Altezza: 52 metri l’Olympic, 53.3 metri il Titanic
  • Pescaggio: 10.5 metri l’Olympic, 10.54 metri il Titanic
  • Velocità: entrambe 23 nodi (circa 43 km/h)

Anche dal punto di vista della propulsione le navi erano simili: entrambe erano “triple screw vessels”, cioè navi con tre eliche. Entrambe avevano la stessa motorizzazione (a vapore):

  • Due motori alternativi da 15000 HP a 75 giri (max 80) per azionare le due eliche laterali.
  • Una turbina a bassa pressione non reversibile da 16000 HP a 165 giri per azionare l’elica centrale. La turbina funzionava con lo scarico dei motori alternativi ed era azionabile solo se il numero di giri di questi ultimi fosse almeno di 50.

Complessivamente, la potenza installata era dunque di 46000 HP tanto per Olympic quanto per Titanic (e poi Britannic). Per quanto riguarda l’aspetto e le caratteristiche tecniche, le navi erano pressoché identiche per l’occhio poco allenato o poco attento.

In cosa differivano allora?

Olympic e Titanic – Differenze

Due cose principalmente:

  • Il ponte A (“A Deck”) dell’Olympic era aperto, quello del Titanic era invece chiuso.
  • Il ponte B (“B Deck”) del Titanic aveva finestre spaziate in modo regolare, mentre quello dell’Olympic aveva finestre spaziate irregolarmente.

Possibile che la stampa dell’epoca fosse così superficiale? In realtà possiamo spezzare una lancia in loro favore perché dal momento del varo al viaggio inaugurale, vennero fatte delle modifiche al Titanic per aggiungere più spazio per le suite di prima classe, e queste modifiche hanno reso la spaziature delle finestre sul ponte B nuovamente irregolare, simile a quella dell’Olympic.

Il Complotto

Come tutte le teorie del complotto, quella che sta alla base della diceria secondo cui il Titanic sarebbe stato scambiato con l’Olympic si basa su una complessa serie di coincidenze e di fatti riportati in modo parziale o erroneo. Vediamo in dettaglio.

Le ragioni dell’ipotetico scambio tra le navi

Uno potrebbe chiedersi: perché avrebbero dovuto scambiare le navi? Secondo i sostenitori della teoria dello scambio, il motivo era economico e legato al fatto che l’Olympic fosse stata ritenuta non assicurabile in seguito ad un grave incidente occorso mentre il Titanic era in via di completamento.

Cosa accadde? L’Olympic ebbe una collisione con una nave militare, HMS Hawke. A causa dello spostamento d’acqua prodotto da una delle tre eliche della Olympic, l’Hawkee venne risucchiato verso il fianco della nave che venne speronata sopra e sotto la linea di galleggiamento. L’Olympic riportò gravi danni all’elica di dritta e al corrispondente asse.

Secondo i sostenitori della teoria dello scambio, il danno inferto all’Olympic sarebbe stato così grave da deformare la chiglia della nave, oltre ad indebolire gran parte della struttura che, sempre secondo questo punto di vista, avrebbe richiesto riparazioni estremamente costose e lunghe. Di più, il danno subito avrebbe reso la nave non più assicurabile. Conseguentemente, i vertici della White Star Line, compagnia di navigazione cui appartenevano le navi Olympic, avrebbero deciso di:

  • Rattoppare alla meglio la Olympic
  • Scambiare la Olympic con il Titanic
  • Liberarsi della vecchia Olympic ora chiamata Titanic facendola affondare nel viaggio inaugurale e facendo credere alla compagnia di assicurazione che fosse invece il Titanic nuovo di pacca, intascando dunque molti soldi frodando l’assicurazione.
  • Continuare a far navigare il Titanic, ora chiamato Olympic, fino a fine carriera.

Vediamo ora come le argomentazioni addotte dai sostenitori della teoria dello scambio siano effettivamente confutabili.

Confutare le obiezioni

Le argomentazioni e le contro-argomentazioni adducibili sono moltissime. Però quella che viene mossa più spesso e che fa da base alla teoria dello scambio è:

Il Titanic uscito per le prove in mare e quello che partì da Southampton mostrano un differente arrangiamento delle finestre del ponte B. Nel primo caso erano spaziate regolarmente, nel secondo invece irregolarmente come nell’Olympic. Quindi le due navi sono state scambiate!

E’ vero, il Titanic del viaggio inaugurale mostra delle differenze. Il motivo però è dovuto ad alcune aggiunte, fatte molto rapidamente, per aumentare gli spazi destinati alle suite di prima classe, come si vede in questa foto:

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Fonte: WilliamMurdoch.net

A sinistra è ritratto il Titanic al momento del varo dello scafo (il ponte A deve ancora essere chiuso e mancano le sovrastrutture) mentre a destra il Titanic al momento del viaggio inaugurale (che ha il ponte A chiuso). Nel riquadro rosso è evidenziata la differenza delle finestre del ponte B, che al momento del varo erano circa equispaziate e, successivamente, sono diventate irregolari in seguito all’aggiunta di due suite con veranda privata.

Altre argomentazioni riguardano il nome della nave. Se la teoria dello scambio fosse infatti lecita, per nascondere il nome “Olympic” con la scritta “Titanic” avrebbero dovuto applicare delle placche al di sopra di quelle in cui erano incise le lettere vecchie. Dopo più di 100 anni sul fondo dell’oceano, le eventuali placche sarebbero dovute cadere o saltare via.

C’è un video che gira su internet in cui, nella parte finale, viene inserita una sequenza (palesemente falsa perché fatta in computer grafica) in cui si mostrano le lettere “MP” incise nello scafo di fianco alla prima parte del nome “Titanic”, come a voler dire che la scritta “Titanic” è stata posizionata al di sopra di quella “Olympic” incisa invece nello scafo.

Il video è un falso dal momento che le immagini che mostrano le lettere “MP” sono state a loro volta estratte da un altro video che è fatto interamente in computer grafica. Il video in questione lo trovate qui, e il CGI inizia circa al minuto 1:50.

Cosa ci dice il relitto

Titanic e Olympic differiscono in realtà per un altro dettaglio, che preciserò a breve. Dal relitto possiamo avere la certezza che si tratti del Titanic per una serie di motivi.

Nome e numero di serie dello scafo

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Fonte: metabunk.

Queste sono delle foto del relitto in cui si vede chiaramente il nome della nave e, cosa più importante, l’assenza di rivettatura. Al tempo della costruzione del Titanic, la tecnica della saldatura non era ancora utilizzata in campo navale, e si utilizzavano i rivetti per tenere insieme le placche che formavano lo scafo. I rivetti sono simili a chiodi, che venivano scaldati ad alta temperatura e poi inseriti all’interno di fori praticati sulle lamiere da unire e, successivamente, con una pinza idraulica si schiacciava il rivetto contro le placche che ora erano unite insieme.

I nomi delle navi venivano invece “stampati” direttamente sullo scafo, dunque se il Titanic fosse stato l’Olympic come alcuni sostengono, avremmo dovuto vedere sul relitto la presenza dei rivetti per sostenere la nuova placca con su scritto “Titanic”.

Una seconda cosa riguarda il numero di serie dello scafo. L’Olympic aveva numero di serie 400, il Titanic invece 401. Sul relitto del Titanic è stato trovato il numero 401 su una delle tre eliche, come mostra questa foto:

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Fonte: Google

Il numero 401 è ben visibile. In realtà, però, a seguito dell’incidente dell’Olympic con l’Hawkee, l’asse e l’elica danneggiati vennero sostituiti con quelli del Titanic, che all’epoca era in fase di completamento dei lavori. Quindi, alcuni potrebbero dire che, invece, il numero 401 sul relitto di per sé non indica con certezza né l’una né l’altra nave.

Possiamo allora dire qualcosa di più. Dal relitto è stato ripescato un dispositivo meccanico, forse ingranaggio di qualche paratia, dove il numero 401 è ben visibile:

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Fonte: WilliamMurdoch.net

In altre parole: scambiare le due navi non avrebbe richiesto una semplice rivettatura di placche con il nome diverso, o lo scambio degli arredi interni. Avrebbe richiesto lo scambio di una enormità di componenti meccanici sparsi per tutta la nave e questa non è una cosa che si fa dalla sera alla mattina, o comunque in una manciata di giorni come molti sostengono.

Per concludere, c’è un’ultima cosa che potrebbe chiudere definitivamente la teoria dello scambio, e lo vediamo al prossimo paragrafo.

Il mistero dell’elica centrale

L’elica centrale del relitto non è visibile, è sepolta sotto molti metri di fango e forse non verrà mai recuperata, anche solo per le dimensioni (circa 5 metri di diametro, mentre quelle laterali circa 7). Il mistero riguarda il numero di pale dell’elica. Nel film, e in tante foto che si trovano su internet, viene mostrata un’elica a quattro pale. In effetti, la Olympic aveva un’elica a quattro pale, così come il Britannic. Ma il Titanic?

Grazie ad un documento storico della Harland&Wolff, possiamo affermare con sicurezza che l’elica centrale del Titanic era a tre pale e non quattro come generalmente si dice.

Ecco il documento:

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Fonte: Encyclopedia-Titanica

Nella colonna più a sinistra è riportato il numero di serie dello scafo: 400 per Olympic e 401 per Titanic. La colonna immediatamente successiva, con la scritta “Recip” sopra e “Turbine” sotto indica le specifiche dimensionali delle eliche, dove “Recip” sta per “Reciprocating” cioè i motori alternativi mentre “Turbine” indica la Turbina. Nelle navi Olympic i motori alternativi governavano le eliche laterali, mentre la turbina governava quella centrale. La colonna ancora successiva ha dei numeri: per la Olympic vediamo un “3” in riga con le dimensioni delle eliche “Recip”, indicando che le eliche laterali mosse dai motori alternativi erano a tre pale, mentre di fianco a “Turbine” vediamo un “4”, indicando un’elica centrale a quattro pale.

Per il Titanic, invece, abbiamo un “3” sia per “Recip” sia per “Turbine”, il che significa che l’elica centrale del Titanic era effettivamente a tre pale. Tutte le foto che girano su internet e che mostrano una nave Olympic nel bacino di carenaggio, rappresentano l’Olympic, e non il Titanic.

E’ chiaro che se fosse possibile recuperare l’elica centrale del Titanic, trovarla a tre pale sarebbe l’ulteriore conferma della non legittimità della teoria dello scambio. Si tratta però di una curiosità che, forse, non verrà mai soddisfatta.

Concludo il post con una galleria di immagini, secondo me molto significative.

Alla prossima,

Pietro

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