Qualche pensiero su #unionicivili e #bagnasco

I gay che: “sono omosessuale, non gay” oppure “sono gay ma i bambini non si toccano” (riferendosi al caso delle adozioni) non riuscirò mai a capirli. Trovo che questi discorsi siano abbastanza pericolosi, e che forse denotino un misto tra Sindrome di Stoccolma e un’idea di omosessualità che si ferma alla “fase sessuale”.

Se facciamo un discorso sui diritti dei bambini che vengono adottati, molto banalmente potremmo dire che questi bambini hanno il diritto di essere felici, e di crescere in un contesto che possa dare loro, per il più lungo tempo possibile, serenità e armonia.

La questione dunque si riduce a: per creare un contesto sereno e armonico in cui far crescere un bambino o una bambina, è necessario che i genitori abbiano sesso diverso?

Visto che qui parliamo di progetti di legge che disciplinano la vita affettiva dei cittadini a prescindere dal loro credo politico e religioso e quindi prima di tutto come esseri umani, l’unica “guida” che possiamo usare per condurre il ragionamento è la scienza, dal momento che questa, a differenza del resto, gode di un livello di obiettività univocamente verificabile e universale, dal momento che il suo modo di procedere prescinde dalle convinzioni personali di chi la utilizza.

La scienza a riguardo dice una cosa chiara: i bambini adottati da coppie dello stesso sesso non mostrano alcuna differenza rispetto a quelli che crescono in coppie eterosessuali ma, in molti casi, crescono in un contesto più sereno dal momento che nelle coppie omosessuali sono assenti quegli stereotipi di genere che, purtroppo, ammorbano spesso le coppie eterosessuali.

Si dice spesso che gli omosessuali che vogliono adottare dei bambini sono egoisti.

Se chiedere che la legge riconosca che l’amore sia uno e uno solo e non differenziato per qualità in base all’orientamento sessuale, è egoismo, mi chiedo come si possa definire l’atteggiamento di quelli che, tanto etero quanto gay, credono che sia giusto ritenere l’amore di una coppia omosessuale inadatto per un contesto familiare; come se l’amore fosse diviso tra “amore vero” (eterosessuale) e qualcos’altro nel caso omosessuale.

Cosa c’è di più egoista del limitare la libertà personale e affettiva dei propri concittadini nel nome delle proprie convinzioni personali (e sottolineo convinzioni) mantenute da miopia culturale e deficienza scientifica?

Chi sono quindi i veri egoisti? Le persone che chiedono che non ci siano classificazioni tra amore di serie A e serie B, o quelli che invece di affrontare le proprie insicurezze restano avvinghiati a totem ideologici affrontando rabbiosamente ogni questione da cui si sentono minacciati?

Gli unici egoisti sono quelli che fanno pagare a tutta la collettività il prezzo della loro arretratezza culturale, dimettendo ogni questione con un “i problemi sono ben altri!“.

Pietro

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#WorldAIDSday – Pensieri

In questi giorni, nei social, ho letto discorsi incredibili riguardo HIV, AIDS e, più in generale, le malattie sessualmente trasmissibili (che chiamerò MST da qui in poi per brevità). E’ brutto vedere che nel 2015 ci sia ancora così tanta disinformazione, vuoi per motivi culturali/religiosi vuoi per semplice pigrizia.

Spesso si preferisce ascoltare il luogo comune o il consiglio/opinione di un amico invece di prendere la situazione in mano e informarsi in prima persona.

Molti dicono “HIV, ma anche gonorrea, ecc”. Verissimo, ma è una frase che, secondo me, tradisce un lieve atteggiamento di “benaltrismo” particolarmente pericoloso in una società come quella italiana che, su questi temi, è costantemente bloccata tra passato e futuro in un presente alquanto improbabile. Parlerò quindi solo di HIV e AIDS.

Per dirla in soldoni: il primo è il virus (Human Immunodeficiency Virus, cioè virus dell’immunodeficienza umana) che è quello che si trasmette nel contagio, il secondo è il “risultato” dell’azione del virus nel nostro corpo, risultato che spesso richiede svariati anni per manifestarsi in tutta la sua gravità.

  • HIV colpisce gli umani, indipendentemente da:
    • Sesso
    • Etnia
    • Età
    • Orientamento sessuale
    • Credo religioso
    • Posizione sociale
    • Ruolo sessuale (attivo o passivo)

Sembra strano precisare questo, ma mi è capitato spesso di leggere commenti in alcuni forum (principalmente di estremismo cattolico) che evidenziano delle credenze di alcuni secondo cui HIV colpisca unicamente uomini gay atei e, se possibile, africani.

  • HIV non si trasmette in queste modalità:
    • Per via aerea
    • Stringendo la mano ad una persona HIV+
    • Bevendo dal bicchiere di una persona HIV+
    • Con scambio di saliva, sudore o lacrime

Il modo più comune per rischiare di essere contagiati è nel rapporto sessuale. Si tende spesso a dire, specialmente nel “mondo gay”, che “se non c’è eiaculazione allora è tutto ok“. Questo è sbagliato ed è uno dei tanti discorsi che ho letto sui social.

Il pericolo di contrarre HIV non risiede unicamente nello sperma ma in tutta una serie di fluidi corporei e, nello specifico, nel contatto tra fluidi infetti e mucose o tessuti danneggiati o nel caso di iniezione diretta di fluidi infetti (ad esempio utilizzando una siringa già utilizzata da un soggetto HIV+). Nel caso umano, le mucose di cui si parla sono nel: retto, vagina, “apertura” del pene (cioè l’uscita dell’uretra), e la bocca.

Vediamo allora i fluidi corporei pericolosi:

  1. Sangue. In un rapporto sessuale si può venire a contatto con sangue in varie situazioni: abrasioni, mestruazioni, lacerazioni. Il sangue si può trovare anche nella bocca, per esempio in una persona con malattia parodontale.
  2. Sperma. Questo è uno dei motivi per cui è fondamentale utilizzare il preservativo in un rapporto sessuale qualsiasi sia il vostro partner e a maggior ragione se si tratta di qualcuno/a che conoscete poco o se si tratta di un rapporto occasionale con perfetti sconosciuti. Nonostante quello che disse la Chiesa, il preservativo difende dal contagio ed è un efficace strumento di prevenzione (unito alla testa di chi lo indossa).
  3. Secrezioni rettali. Ci sono poche ricerche riguardo le secrezioni rettali, tuttavia è bene porre attenzione. Durante i rapporti anali (sia nel caso in cui il soggetto penetrato sia un uomo sia nel caso in cui sia una donna), la secrezione rettale è un muco con funzione contemporaneamente di lubrificante e di protezione delle pareti del retto. Alcuni studi hanno mostrato come la carica virale all’interno delle secrezioni rettali sia sufficiente a porre un rischio serio di trasmissione, contrariamente a quanto si pensava in passato e cioè che HIV venisse trasmesso esclusivamente tramite sangue e sperma. Anche qui, dunque, si vede come sia imperativo usare il preservativo: infatti anche in assenza di eiaculazione, può essere possibile contrarre il virus per contatto con la mucosa rettale infetta.

Contestualizzando queste informazioni nel caso delle pratiche sessuali comunemente seguite, vediamo come è consigliabile comportarsi:

  • Sesso orale:
    • Pompino. Nel caso del pene di sono due fluidi corporei coinvolti: liquido prespermatico (o preseminale o precum) e sperma. Mentre nel caso del liquido prespermatico non c’è ancora un accordo nella comunità scientifica riguardo le sue capacità di trasmettere il virus, lo sperma è invece pericoloso. Quindi:
      • Chi fa il pompino deve stare attento a non venire a contatto con lo sperma.
      • Chi riceve il pompino non corre tecnicamente rischi, anche nel caso in cui la persona che lo pratica sia HIV+. Esiste però la possibilità teorica che, nel caso in cui la persona HIV+ abbia lacerazioni o sanguinamenti in bocca, il sangue possa venire a contatto con la mucosa del pene mettendo a rischio di infezione il partner, anche se si tratta di una possibilità molto remota.
    • Cunnilingus. Evitare nel caso di presenza di sangue mestruale nel caso in cui la donna che riceve l’atto sia HIV+.
    • Rimming. Non ci sono studi che dimostrino la trasmissione di HIV con questa attività. In realtà è stato registrato un solo caso in cui una persona è stata infettata da HIV ricevendo il rimming da partner HIV+ che aveva sangue sulla lingua.
  • Sesso vaginale: usare sempre il preservativo.
  • Sesso anale: come nel caso del sesso vaginale, usare sempre il preservativo. Anche nel caso in cui non ci sia eiaculazione, il rischio di contagio esiste sempre (secrezioni rettali, lacerazioni e abrasioni con perdite di sangue, ecc).

Concludo dicendo a chi ha una vita sessuale attiva: vestitelo (usate il preservativo) e fate il test. Il test HIV è sempre gratuito e anonimo nelle ULSS, ormai esistono anche i test domestici che si possono ordinare via internet. Non ci sono più scuse per non farsi visitare.

Siamo tutti al sicuro solo se ognuno è sicuro.

Pietro