Quando si ha paura di un problema di fisica

Ieri ho letto questa incredibile notizia su Repubblica: un genitore si è indignato per un problema di fisica presente sul libro di testo di suo figlio al punto da voler “agire contro la casa editrice“.

Il web ha subito solidarizzato con il genitore ed ecco piovere una raffica di commenti di condanna unanime; gli aggettivi più usati sono stati: “raccapricciante, inaccettabile, vergognoso, allucinante”.

Cosa propone questo problema di tanto scandaloso? Descrive la situazione in cui si commette un crimine. Il testo del problema infatti recita: “Un sasso è lanciato da un cavalcavia […] mentre sta sopraggiungendo un’auto. […] quando il sasso è lanciato, l’auto viene colpita?“.

Onestamente non capisco cosa ci sia di “raccapricciante, inaccettabile, vergognoso e allucinante” in questo problema: descrive una situazione che, purtroppo, si è verificata molte volte nella realtà.

Di cosa hanno paura i genitori? Hanno forse paura che problemi come questo possano “impressionare” le menti dei figli? Che i figli diventino dei criminali? Che vadano su un cavalcavia a provare a lanciare sassi?

Beh darei una notizia ai genitori: se ai vostri figli basta leggere un problema di fisica per essere condizionati al punto da provare curiosità verso atti criminali, la colpa non è del libro, che a sentire voi sarebbe posseduto da una forza demoniaca capace di plagiare le deboli menti di ragazzini di 14 anni (come se fosse il Necronomicon), ma di tutto il sistema educativo che ha fallito e di una buona dose di stupidità.

Se allora dovessimo parlare di cose “impressionanti” per le giovani menti dovremmo anche rimuovere dagli insegnamenti scolastici la Divina Commedia, Leopardi, Pascoli, ecc. (la lista è lunga). Per non parlare delle cose da rimuovere a casa: niente internet, smartphone, playstation e videogiochi in genere.

Sarà mai possibile, in Italia, vedere i genitori indignarsi per cose sensate? Ad esempio, si indigneranno mai per chiedere che a scuola si faccia educazione sessuale?

Si, il meccanismo in atto contro il problema di fisica è esattamente lo stesso che agisce per la questione dell’educazione sessuale, per non parlare della polemica che si scatenò quando si parlava di installare distributori di profilattici nelle scuole. Anche qui, di cosa hanno paura i genitori? Che i figli conoscano il sesso? Se vogliono fare sesso lo fanno comunque, con la differenza che con un po’ di educazione sessuale eviteranno di prendersi qualche STD o qualche gravidanza indesiderata a 13/14 anni.

C’è questa ottusità tutta italiana secondo cui se una cosa non si vede o non si conosce allora non deve esistere: il figlio non risolve il problema sul sasso? crescerà bene. Non fa educazione sessuale? Non crescerà come un depravato.

Il tribunale del web ha infatti emesso la sua sentenza, per definizione inappellabile: il problema di fisica è colpevole di tutte le accuse.

Io spero tanto che sia la casa editrice a chiedere i danni, morali, per avere evidentemente un pubblico troppo al di sotto delle sue aspettative.

Pietro

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