Comunali di Venezia

Un po’ di tempo fa parlavo di quelle che per me dovrebbero essere le priorità del prossimo sindaco di Venezia. Oggi ho esaminato la lista dei candidati e delle varie liste che fanno capo ad ognuno di loro. Premetto che tutte le considerazioni che faccio sono strettamente personali e non hanno alcun tipo di pretesa “ufficiale”. Ad ogni modo ecco la situazione che si presenterà il 31 di Maggio, con delle schede elettorali che saranno dei poster:

  1. Luigi Brugnaro. Sostenuto da:
    1. Luigi Brugnaro sindaco
    2. Forza Italia
    3. Area popolare per venezia (una specie di confederazione NCD – UDC)
    4. Impegno per Venezia, Isole e Terraferma
    5. Malgara 2020 – Un nuovo inizio
  2. Felice Casson. Sostenuto da:
    1. Felice Casson sindaco
    2. Partito Democratico
    3. Venezia 2020 (unione di SEL, Verdi e In Comune)
    4. Venezia Bene Comune
    5. Socialisti e democratici Psi
    6. Venezia popolare
  3. Gian Angelo Bellati. Sostenuto da:
    1. Coesione popolare
    2. Mestre Venezia 2 grandi città (c’è proprio scritto 2 invece di “due”)
    3. Lega Nord
    4. Indipendenza Veneta
  4. Francesca Zaccariotto. Sostenuta da:
    1. Venezia Domani
    2. Civica 2015
    3. Fratelli d’Italia
  5. Davide Scano. Sostenuto dal Movimento 5 Stelle.
  6. Camilla Seibezzi. Sostenuta da Noi la Città.
  7. Alessandro Busetto. Sostenuto dal Partito Comunista dei Lavoratori.
  8. Giampietro Pizzo. Sostenuto da Venezia Cambia 2015.
  9. Roberto Fiore. Sostenuto da Forza Nuova.
  10. Francesco Mario D’Elia. Sostenuto da Movimento autonomia Venezia lista D’Elia.

La situazione è un po’ affollata. Sicuramente in tutto questo vediamo dei nomi non proprio inediti e altri che, invece, compaiono per la prima volta. Ad ogni modo, per il mio orientamento politico, mi sento già di escludere, in serenità, i numeri: 3, 4, 5, 7, 9, 10. Il numero 7 mi ha un po’ colpito, devo essere sincero: non pensavo che, infatti, esistesse ancora il PCI ma solo Rifondazione. Penso che, ormai, a Venezia serva altro.

Rimangono dunque 1,2,6 e 8. Sicuramente 1 e 2 possono contare sul maggiore supporto elettorale e, infatti, prevedo che saranno quelli che “se la giocheranno”. Vediamo un breve background di ognuno:

  • Brugnaro: il suo nome non è nuovo. Esattamente un anno fa fece scalpore la sua volontà di acquistare l’Isola di Poveglia in laguna, per una cifra giudicata da molti troppo bassa: 513 mila euro, con l’obbligo però di fare investimenti per 20 milioni di euro. La sua lista è composta da partiti e altre entità che sono piuttosto lontane dal mio modo di pensare e di vedere il mondo. Qui potete leggere il suo programma se foste interessati.
  • Casson: è forse il più “famoso” tra i candidati sindaco. Devo dire che il suo programma elettorale, di ben 85 pagine, è il più massiccio tra quelli che, finora, ho letto.
  • Saibezzi: fu consigliere comunale (se non erro) nell’ultima giunta Orsoni. Fece scalpore lo scontro che ebbe con l’ex-Sindaco a causa di alcune fiabe a tema lgbt che vennero distribuite ai bambini delle scuole. Solo questo me la rende già interessante, purtroppo non sono riuscito a reperire un programma su internet. La sua lista “corre” da sola.
  • Pizzo: la lista di Venezia Cambia è sicuramente una novità nel panorama veneziano. Ho anche apprezzato che sul loro sito siano presenti varie versioni del programma elettorale in modo da renderlo di più veloce consultazione e meno “monolitico”. Anche qui si corre da soli.

Dal momento che non ho trovato un programma per la Saibezzi, ma ho invece letto quelli di Brugnaro, Casson e Pizzo, mi esprimerò su questi tre. Si deve dire che hanno alcuni punti in comune ma, a dirla tutta, il programma più puntuale, scorrevole e accattivante, per mio gusto personale, è quello di Venezia Cambia 2015 (Pizzo).

I punti in comune sono: l’importanza della legge speciale per Venezia, le operazioni di trasparenza sul bilancio comunale, la revisione delle partecipate e il rilancio di zone come le Isole e il Lido di Venezia. Per quanto riguarda la mobilità e i flussi turistici, sia Pizzo che Casson hanno delle visioni simili: trasporto integrato (finalmente), controllo dei flussi turistici con meccanismi di accessi programmati, prenotazioni online, percorsi alternativi per decongestionare aree critiche.

Nel programma di Brugnaro, oltre ad idee di sviluppo e di riqualificazione, si parla molto di sicurezza, con dei toni più da Zaia che da “moderato” di centro: lotta alla prostituzione, allontanamento di accattoni e mendicanti, vigili 24 ore su 24, ecc. Si parla poi di revisione completa del regolamento edilizio e di sostegno alla nautica. La regolamentazione dei flussi turistici verrebbe realizzata con una rimodulazione della tassa di soggiorno e con nuovi itinerari. Si parla poi anche di “Glamour internazionale”, riferendosi alla possibilità di rendere più “frequenti” eventi come la Mostra del Cinema.

Per come la vedo io, il programma di Brugnaro andrebbe bene in una città già riorganizzata, riformata e ricostruita. Non lo trovo, cioè, un programma di ricostruzione, ma un programma di promozione. Alcuni punti poi sono molto “importanti” ma non vengono descritti in maggior dettaglio. Ad esempio si parla di “revisione totale del regolamento edilizio”. In che senso? Si parla poi di dare “sostegno alla nautica eventualmente con nuovi approdi in tutta la laguna”. Anche qui, cosa si intende? Nautica di che tipo? Lusso? Traghetti? Aliscafi? In generale ho letto davvero molte idee, ma senza una descrizione ulteriore. Forse è stata una scelta dettata dalla necessità di non “appesantire” il programma, e questo lo posso capire. Però è anche vero che, alla fine, resto con un’idea un po’ vaga.

Nei programmi di Casson e Pizzo, invece, c’è una spinta innovatrice sicuramente più forte. Devo però dire che, al momento, condivido di più le posizioni di Pizzo che, tra le tante cose, parla anche di un bisogno di “laicità” a Venezia, riferendosi ai legami chiesa-politica che nell’ambiente veneziano sono sempre esistiti e che sarebbe bene mollare una volta per tutte (vedi vicenda MoSE). I loro programmi mi sembrano, dunque, più riformatori e adatti ad una fase di “ricostruzione” dopo i disastri compiuti dalla precedente gestione.

Pietro