La buona scuola (secondo me)

Questo sarà un post davvero molto breve, e dirò solo le cose che, secondo me, una scuola pubblica dovrebbe fare, con urgenza:

  • Smettere di rendere orizzontale l’insegnamento: gli studenti hanno necessità diverse. Predicare l’uguaglianza del percorso di studi è una violenza nei confronti di chi è più o meno bravo. Chi ha difficoltà nello studio deve essere aiutato senza perbenismi e discorsi assurdi sulla “ghettizzazione” di chi è meno capace. Allo stesso modo, chi è più bravo deve avere il diritto di sviluppare al meglio il suo talento. Questo è scritto pure in Costituzione.
  • Basta con l’insegnamento della religione cattolica: bisogna farla finita con gli insegnanti di religione che vengono pagati dallo Stato ma nominati dalla Curia. La scuola è pubblica e questo è uno stato laico, le notizie sulle religioni vengono già ampiamente fornite nei corsi di Filosofia e di Storia. Se i genitori desiderano un’educazione più religiosa, sono liberissimi di iscrivere i propri figli in istituti privati.
  • Basta con gli stipendi da fame: è un’indecenza assoluta che dopo 40 anni di servizio un’insegnante prenda, netti, 1900€/mese. E’ un lavoro faticoso e mentalmente usurante. Parliamo delle persone che, con i loro limiti (spesso imposti da riforme umilianti), bene o male formano la società del futuro. Spesso, e lo vedo dal momento che in famiglia ho chi fa questo mestiere, il lavoro viene portato a casa e, dal momento che, a differenza degli universitari, i docenti di scuola non hanno uffici in cui possono svolgere i loro compiti extra-lezione (correzione compiti, ricevimento studenti, genitori, e in generale attività legate al loro ruolo, anche burocratiche) c’è una quantità enorme di tempo speso per lavorare che non viene contabilizzato. In altre parole: si lavora per 5 o 6 ore in classe la mattina (lavorando con ragazzi/e adolescenti che sfidano continuamente) e poi a casa si continua per altre 4, si ricevono telefonate ad ogni ora da colleghi, dirigenti scolastici, amministrativi e via discorrendo. E’ un lavoro che, quando fatto con serietà e passione, è totalizzante eppure viene remunerato come se si trattasse di un semplice ruolo impiegatizio.
  • Regolare il potere del dirigente scolastico: l’Italia è il paese delle raccomandazioni in senso negativo, del “tu conosci qualcuno?” e via dicendo. Dare al dirigente scolastico ancora più poteri, specialmente in alcune regioni d’Italia, è quanto di più idiota si possa fare in un paese come il nostro dove, invece, da meccanismi collegiali può solo che discendere una migliore capacità di controllo.

La scuola pubblica ha bisogno di più dignità e le cose principali che andrebbero affrontate subito, per quanto mi riguarda, sono quelle che ho appena scritto.

Pietro

Annunci