Vita a #Venezia – Lavori

Quando mi chiedono “Dove vivi?” e io rispondo “A Venezia” la seconda domanda è sempre “Venezia Venezia?”. Mi ritengo, per certi versi, molto fortunato di vivere in questa città che, pur avendo una valanga di problemi più o meno irrisolvibili, gode di uno status particolare: è unica e inconfondibile. Questo senso di unicità in un mondo sempre più standardizzato e serializzato per me è un grande valore aggiunto.

Ci sono però molti problemi che si devono affrontare nel quotidiano, e che condividiamo tutti indipendentemente dal luogo in cui viviamo: ad esempio il caso dei lavori di ristrutturazione o di riparazione. Anche in questo caso Venezia è unica, sfortunatamente in senso negativo.

In Centro Storico le case sono vecchie se non vecchissime. Non c’è niente di standard, niente di prefabbricato. Le stanze non hanno angoli retti, i muri non sono dritti, i pavimenti non sono livellati, le finestre non sono esattamente rettangolari ma c’è sempre qualche centimetro in più o in meno su qualche lato.

Se vivete in un immobile storico scordatevi i mobili IKEA o in generale quelli prefabbricati. Tutto deve essere fatto su misura. Tutto quindi costa molto e tutti sono costretti a rivolgersi ad artigiani, ormai sempre più rari e sempre più cari, per qualsiasi intervento di manutenzione o nel caso in cui vi venga voglia di mettere una nuova libreria in casa o di cambiarvi il letto o un armadio.

Un’altra particolarità veneziana, sempre in senso negativo, sono i famigerati lavori sui tetti. Solitamente se si abita in un condominio, piccolo o grande che sia, l’accesso al tetto del palazzo è assicurato da una scala o da un ascensore che arriva fino all’ultimo piano e ogni condomino ha diritto alla sua “parte” di tetto. Se si avesse bisogno di fare qualche lavoro (cambiare un’antenna TV, installare o riparare un climatizzatore, ecc) non ci sono problemi.

A Venezia invece non c’è sempre spazio per far continuare le scale fino al tetto e così l’inquilino dell’ultimo piano diventa, di fatto, l’unico che possa aver libero accesso. Tutti gli altri devono per forza passare per casa sua e molti non sono così ben intenzionati a lasciar transitare tecnici e operai con strumenti da lavoro per casa quando qualche condomino deve fare dei lavori che richiedano l’accesso al tetto.

Tuttavia la legge italiana prevede invece che l’accesso al tetto condominiale sia un diritto di tutti i condomini, ma a Venezia, molto spesso, si finisce a far cause in tribunale per intimare all’inquilino dell’ultimo piano di aprirti la porta quando hai bisogno del tetto. E no, non si possono installare delle scale esterne perché per varie ordinanze comunali questo tipo di installazioni sono vietate.

A questo aggiungiamo una sorta di ulteriore peculiarità tutta veneziana che riguarda il modo in cui molti artigiani e tecnici lavorano. Come sicuramente sapete se siete già stati qui, i trasporti sono su acqua e sono drammaticamente lenti. Spostarsi dalla zona di Sant’Elena a Rialto, che in linea d’aria distano 2-3 km, porta via una buona mezz’ora / 40 minuti con il trasporto pubblico ma anche con un taxi o una barca privata. A piedi, considerando il labirinto che sono le strade in città, ci vuole quasi un’ora. Una distanza di quel tipo coperta con una macchina o una bici, pure in un traffico sostenuto, si coprirebbe in 5 minuti forse.

Visto che i lavoratori sono sempre lavoratori e il tempo è denaro tanto a Venezia quanto a Milano o Roma, ogni “zona” di Venezia viene “gestita” dagli artigiani che lavorano in quella zona. C’è una sorta di lottizzazione per cui uno che lavora in zona Sant’Elena non si sposta fino a Rialto e viceversa.

Questo riduce pressoché a zero la competitività tra professionisti e per noi che abbiamo bisogno di lavori, le scelte tra possibili imprese / liberi professionisti sono spesso ridotte ad una singola persona. Quando c’è una sola persona che fa un certo tipo di lavoro in una certa zona, si allungano i tempi per portare a termine l’opera e, venendo meno la competizione, non c’è alcun controllo sui costi per cui ogni artigiano / libero professionista si sente libero di fare il prezzo che vuole, senza alcun controllo.

Di recente mi è capitato di dover cambiare l’antenna TV condominiale, per tre appartamenti. L’antennista che ha fatto il lavoro è l’unico antennista della zona in cui abito e in tutta Venezia sono una manciata.

Il costo? 850€ per un’antenna, da ripartire tra i 3 condomini. Sentendo questa cifra incredibile sono andato subito a cercare il modello dell’antenna per capire se avessi acquistato un ripetitore televisivo o una normale antenna domestica. Bene, l’antenna viene venduta nei negozi a 57 €, già montata, con tanto di istruzioni e scritta gigante “senza bisogno di chiamare l’installatore”.

Avessi avuto il libero accesso al tetto (vedi discorso di poco fa) l’avrei installata io stesso.

Ma come si passa da 57€ a 850€? Un mio amico che abita qui vicino e ha avuto lo stesso antennista, per la stessa antenna (ma questa volta per un solo appartamento) ha pagato invece 280€, curiosamente è quasi 1/3 di quello che è stato preventivato a noi.

Chiedendo ancora in giro con altri amici che abitano in altre zone di Venezia è emerso lo stesso meccanismo: al costo dell’antenna viene applicato il costo del lavoro e di qualche materiale senza specificare in modo approfondito le voci di spesa e, poi, si moltiplica l’importo per il numero di condomini.

Se una casa avesse N appartamenti e si acquistasse un’antenna condominiale, si paga come se si acquistassero N antenne separate invece che una unica da dividere per N.

Mi sono poi informato da mio fratello che vive a Roma da molti anni e, nella sua casa, il cambio di antenna condominiale tra 4 appartamenti è stato ripartito e non moltiplicato per 4: 80€ per l’antenna, 100€ per il lavoro, 180€ / 4 = 45€ a testa.

Queste sono le conseguenze dell’assenza di competitività: nessuno sorveglia e ognuno fa quel che vuole, impunemente. Venezia, da questo punto di vista, è una eccellenza in negativo.

Citavo il caso dell’antennista ma è una cosa che si può estendere a molti altri casi, che spaziano dall’idraulico all’elettricista passando per il pittore che chiede 6000€ per tinteggiare il soffitto di una stanza.

Se mai pensaste di trasferirvi a Venezia, tenete anche in considerazione questi aspetti.

Pietro