Il Card. Bagnasco ha recentemente dichiarato che i figli non sono un diritto e che devono avere una mamma e un papà, dal momento che la famiglia è “antropologica, non ideologica”.

Frase curiosa perché così facendo Bagnasco identifica la famiglia nel senso cristiano cattolico con quella “struttura sociale” biologica che esiste nelle specie animali, peraltro con grandi variazioni tra una specie e l’altra.

In realtà la “famiglia cristiana”, con buona pace di Bagnasco, è una forma ideologica di famiglia imposta e regolamentata dalla Chiesa sulla società occidentale nel corso dei secoli. Se la famiglia fosse esclusivamente antropologica, osserveremmo sempre la stessa struttura con le stesse “regole” in qualsiasi cultura umana nel mondo. Cosa che invece non accade sempre in altre culture.

Vorrei dire che nessuno parla di “diritto ad avere figli”, si parla invece di “diritto alla possibilità di averli”: sono due cose ben diverse ed è una questione che interessa tutti, eterosessuali compresi. Ci sono molte coppie eterosessuali con problemi più o meno gravi di fertilità, eppure quando si parla di “modi alternativi di avere figli”, finiscono sempre nel mirino gli omosessuali.

In effetti, per la Chiesa Cattolica, la questione della riproduzione sessuata è molto importante. Forse molti non sanno, includendo anche i tanti che vanno al Family Day, che uno dei primi requisiti per considerare un matrimonio un “vero matrimonio” e dunque ciò che ne esce una “vera famiglia” è che l’uomo non deve essere impotente, e che entrambi i coniugi devono essere capaci di sesso vaginale che deve terminare con l’eiaculazione all’interno della vagina della donna. Questa è una condizione che viene detta indispensabile.

Quindi: se vi siete sposati in Chiesa e non avete avuto figli, non li avete voluti, o vi siete sposati in età avanzata e non potete più riprodurvi, il vostro matrimonio, per la Chiesa, è nullo. Vorrei sapere se i tanti che vanno a manifestare al Family Day e che magari rientrano in una di queste “categorie”, sanno che stanno difendendo della gente che considera il loro legame tanto odioso e impuro come quello dei “non matrimoni omosessuali”.

Un matrimonio senza riproduzione non ha senso per la Chiesa dal momento che la sua funzione è, in un certo senso, “santificare” l’attività sessuale, fintanto che questa è finalizzata alla sola riproduzione per la costruzione di un nucleo familiare.

Il matrimonio è, in sintesi, un bel vestito, socialmente accettabile, da mettere addosso al desiderio di copulare.

Per sintetizzare questa prima parte, la sola famiglia che la Chiesa riesce a capire è quella in cui un contratto, il matrimonio, regola e benedice l’attività sessuale di due individui di sesso opposto che producono figli. Il vincolo matrimoniale poi impone dei doveri al marito e alla moglie, come ci ricorda Famiglia Cristiana:

La moglie è in pratica un “curioso animale domestico“, per citare Fantozzi, che il marito deve guardare quasi con pietà.

E’ dunque chiaro che per la Chiesa un matrimonio omosessuale non ha alcun senso perché è assente la possibilità “pratica” di generare figli con il sesso. Quello che trovo singolare è l’incapacità di astrazione della Chiesa, che non riesce ad andare oltre all’equivalenza:

sesso = riproduzione = amore

Si può avere amore con e senza sesso e, viceversa, sesso con e senza amore.

Ci si può riprodurre con e senza amore e, viceversa, amore con e senza riproduzione.

Riproduzione implica sesso? No! Se un uomo soffrisse, ad esempio, di disfunzione erettile e la donna non avesse problemi di fertilità, perché non possono riprodursi estraendo lo sperma dell’uomo e inseminando la donna?

Che differenza c’è se l’ovulo venisse fecondato da uno spermatozoo che arriva da una pipetta invece che da un pene? Il risultato finale è lo stesso. Questo rende forse i bambini meno umani? Dei mostri di Frankenstein?

Io penso che delle persone disposte a fare tutto questo per avere un figlio da crescere siano dei genitori con un potenziale umano enorme, molto più di quello di quattro porporati rinsecchiti che pretendono di dare lezioni su cosa sia il sesso, la riproduzione e la famiglia quando per libera scelta hanno deciso di rimuovere dalla loro vita tutto questo.

Tornando alla questione dell’omosessualità e dei bambini cresciuti da famiglie omogenitoriali, come dicevo in un post precedente, la parola spetta alla scienza che, a differenza della Chiesa, riflette e anticipa la maturità intellettuale della popolazione globale, invece di costringere l’uomo a vivere secondo dettami vecchi di millenni, come se il tempo non avesse senso.

Cito le conclusioni di alcuni studi, che si possono recuperare cliccando sui link, riguardo le famiglie omogenitoriali e i figli:

2007, Università del Michigan

Results confirm previous studies in this current body of literature, suggesting that children raised by same-sex parents fare equally well to children raised by heterosexual parents.

2013, Università di Cambridge

I genitori gay mostravano, rispetto ai genitori eterosessuali, meno livelli di depressione e di stress legati alla genitorialità. I padri gay mostravano un maggior calore e un maggior numero di interazioni nei confronti dei figli. Inoltre, mostravano minore aggressività educativa e maggiore sensibilità. Non vi erano invece differenze tra i genitori gay e i genitori lesbiche. Riguardo ai figli, si rilevava un maggior numero di problemi esternalizzanti (rabbia, comportamenti aggressivi etc.) tra i figli dei genitori eterosessuali.

2014, Università di Melbourne

Australian children with same-sex attracted parents score higher than population samples on a number of parent-reported measures of child health. Perceived stigma is negatively associated with mental health. Through improved awareness of stigma these findings play an important role in health policy, improving child health outcomes.

Questi sono i fatti: no, i bambini non crescono male, non crescono “infettati” dall’omosessualità e no l’umanità non si estinguerà. E se i bambini dovessero venire “maltrattati” a scuola dai loro compagni per via dei loro “genitori strani”, non è colpa dei bambini con due mamme o due papà, è colpa di quei genitori che hanno educato male i loro figli e, se male educati, sotto la categoria di “genitori strani” e “famiglie strane” rientrano tante cose.

Ad esempio, la mia scuola elementare era privata, gestita da suore. I miei genitori venivano considerati “strani” perché erano divorziati. E sì, mi ricordo alcuni bambini che mi dicevano: “perché non hai due genitori?”, oppure: “perché non hai foto con loro due?”.

Al giorno d’oggi avere i genitori separati, purtroppo, non è cosa rara. Anche se parlo di 20 anni fa, ogni “momento storico” ha le sue “stranezze”.

Al tempo dei miei nonni erano “strane” le famiglie in cui un “bianco” sposava un “nero”, quando ero piccolo io erano “strane” le famiglie divorziate e/o allargate…adesso è il turno delle famiglie con genitori dello stesso sesso.

Passerà anche questa, l’importante è ricordarsi che a decidere cosa sia naturale da cosa non lo sia non è compito che spetta all’uomo, che è solo un osservatore e sperimentatore.

Se una cosa fosse “innaturale”, non si osserverebbe a priori in natura; il giudizio dell’uomo è ininfluente, come mostra infatti la stessa biologia che la Chiesa tanto chiama in causa, in modo parziale, quando le fa comodo:

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Pietro

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