E’ da molto che non scrivo qualcosa di attualità politica, ma la recente vicenda Fuksia mi ha fatto tornare la voglia. Dopo quasi 3 anni, il punto focale dei 5 stelle non è cambiato: i soldi. Sono sempre i soldi: e quanto spendi, e quanto restituisci, e gli scontrini, ecc…

Cosa restituiscono esattamente i 5S? Sono obbligati per contratto a restituire metà del loro stipendio. Per il resto, non c’è alcun obbligo di restituire i rimborsi spese. I rimborsi, che sono differenziati per tipo e per modalità di erogazione tanto dalla Camera dei Deputati quanto dal Senato, costituiscono una parte importante dei “soldi” che ogni parlamentare riceve ogni mese e, anzi, costituiscono il grosso della faccenda.

Sul sito della Camera possiamo leggere sul trattamento economico di un deputato, tanto del 5S quanto di ogni altro partito:

  • Stipendio base (al netto delle tasse): 5000€/mese o 4750€ nel caso che il parlamentare abbia un’altra attività lavorativa.
  • Rimborsi mensili:
    • Diaria: 3503,11 € /mese
    • Rimborso spese per esercizio del mandato: 3690€ /mese dei quali 1845€ (la metà) per spese che devono essere attestate, e per l’altra metà forfetariamente.
  • Altri rimborsi:
    • Spese di viaggio. questo rimborso viene erogato ogni 3 mesi per coprire le spese di trasporto tra il luogo di residenza del deputato e l’aeroporto più vicino, più il tragitto aereo verso Fiumicino e, infine, il trasporto da Fiumicino a Montecitorio, e in queste entità: 3323.70€ se la distanza fosse minore di 100 km, altrimenti 3995,10€ se questa fosse maggiore.
    • Spese telefoniche. questo rimborso è annuale e ammonta a 1200€/anno.
  • Trattenute:
    • Spese sanitarie. Dalla indennità lorda (10435€/mese e 9975€/mese) vengono trattenuti 526.66€/mese per assistenza sanitaria.
    • Assegno di fine mandato. Sempre dall’indennità lorda vengono trattenuti mensilmente 784.14€.

Riassumendo, facendo un conto a spanne, lo stipendio base al netto delle tasse e togliendo le trattenute per spese sanitarie e assegno di fine mandato è di: 4371€/mese (primo caso) o 4124€/mese. Diciamo una media di 4200€/mese netti.

A questo aggiungiamo i rimborsi mensili: 3503.11€ di diaria + 3690€ di spese per esercizio mandato e otteniamo un totale di 7193€/mese. Escludendo i rimborsi a competenza plurimensile (spese di viaggio e telefoniche) abbiamo che un qualsiasi deputato percepisce per legge, mensilmente, circa 11400€. Aggiungendo trasporto e telefono, ripartendoli su base mensile, si aggiungono altri 1320€ di rimborsi.

Anche se il conto fatto contiene inesattezze e approssimazioni, teniamo in mente il fatto che l’ordine di grandezza di cui parliamo è questo: sui 12000€/mese.

Visto che i 5 stelle dicono sempre di costare di meno, di “non rubare ai cittadini”, andiamo a vedere, dati alla mano che loro stessi forniscono pubblicamente, quanto ci costa in media un deputato grillino.

Vorrei fare una premessa sul fatto che non capisco questa cosa del vergognarsi di essere pagati per fare politica: è un lavoro, lo si paga. L’unico furto e truffa ai danni dei cittadini è pagare degli incompetenti a prescindere dal loro colore politico, e ricordiamo sempre che nel 5S abbiamo gente che:

Magari gente così c’è anche altrove, ma nel 5S sappiamo per certo che c’è viste le dichiarazioni che ho riportato.

Ad ogni modo, andiamo sul loro sito e controlliamo. I dati sono tanti, mi sono permesso di creare un foglio di excel per fare dei calcoli rapidi prendendo un campione a caso di 10 deputati. Tengo a precisare che ci sono notevoli oscillazioni nell’entità delle spese: ci sono deputati che spendono anche solo 3000€/mese di rimborsi e altri che arrivano a spendere più di 10000€/mese.

Quello che viene fuori è che lo stipendio medio percepito si attesta sui 3280€/mese, cioè circa il 78% (e non la metà come diceva Grillo) dello stipendio che prende un deputato qualsiasi.

Per quanto riguarda i rimborsi, la media di spesa si aggira sui 6000€/mese, ma qui ricordiamo che ogni deputato ha spese diverse e, come dicevo, c’è chi si ferma a 3000€/mese, chi supera i 10000€/mese.

Ciò che invece è comune, quasi a tutti i componenti del campione, è la modalità con cui i soldi dei rimborsi vengono spesi: in gran parte si parla di costi di collaboratori, esperti o comunque terzi. Pagano le consulenze di tecnici…l’inesperienza, infatti, costa.

Un deputato 5s, con queste medie a spanne, costa quasi 10000€/mese. E’ meno di un deputato qualunque ma sono sempre molti più soldi di quelli che in campagna elettorale venivano dichiarati. Grillo inizialmente diceva “prenderanno 2500€”, poi ha ritrattato dicendo che “Roma è costosa, devono spendere di più”.

Vero, la vita a Roma costa…ma se dei deputati ritenuti “normali cittadini estranei alla politica” arrivano a spendere quasi 10000€/mese di soldi pubblici, e non lo dicono pubblicamente, forse si sono resi conto che, dopotutto, fare politica ha dei costi oggettivi che prescindono dalla fedina penale del deputato e dal tempo che questo ha trascorso alla Camera.

Hanno impiantato tutta la campagna elettorale sostenendo il fatto che gli alti costi della politica fossero dovuti agli stipendi e alle spese dei deputati “dei Partiti”, colpevoli tutti e senza distinzioni di spendere e spandere ingrassandosi alle spalle dei cittadini.

La verità qual è invece? Che gli stessi dati che loro pubblicano mensilmente, smentiscono le loro tesi, e mostrano invece come finiscano per costare allo Stato una media di 2000€ appena in meno al mese rispetto ad un politico del tanto “odiato sistema dei Partiti”.

Si parla cioè di un risparmio del 15%.

Penso sia piuttosto allarmante vedere che in 3 anni il discorso sia pressoché fossilizzato sul tema del “quanto costa” e non si sia mai spostato sul “cosa facciamo per quello che veniamo pagati”.

I risultati che ho visto io sono stati, con qualche collaborazione molto sporadica con altre forze politiche, insulti, aggressioni, tanta spocchia e la presunzione cattiva di essere sempre dalla parte “del bene” che solo gli ignoranti frustrati che odiano il mondo sono capaci di avere.

Meglio pagare di più dei politici con formazione e competenze, che pagare meno dei totali incompetenti: questo vuol dire buttare, o meglio, farsi rubare i soldi, ed è un discorso che vale per tutte le forze politiche e i 5S non sono certamente esenti.

Pietro

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4 pensieri su “E’ sempre un fatto di soldi (#Fuksia)

      1. Eh sì, in effetti! Ma sai, come ammoniva un grande della sociologia, il metodo migliore di analisi è quello della “osservazione partecipante”. E, soprattutto, abbiamo un disperato bisogno di legislatori competenti e “pensanti” (oltre che, ça va sans dire, onesti). Vedessi gli obbrobri normativi cui spesso il povero giurista deve fare i conti…ma dopotutto da gente che blatera di “scie chimiche” (per tacer del resto) ed è eterodiretta da un (para)-“guru” non possiamo aspettarci nulla di più. Poveri noi!

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