Vivendo #Venezia da turista

Alla vigilia di Natale ho perso la maledetta tessera Venezia Unica. Per chi non fosse mai stato a Venezia, si tratta di una carta dove potete caricare (finalmente online) biglietti per i mezzi pubblici, prenotare e pagare biglietti per musei e pure per usare i cessi…già, a Venezia si prenotano pure quelli.

Una volta dovrò provare a saltare le lunghe code di turisti con la vescica gonfia dicendo “sorry I booked that toilet 2 months in advance! it’s mineee”…

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Ecco dove sono posizionati i cessi pubblici…naturalmente aperti solo dalle 8 alle 19.

Quindi, potete collegarvi al sito, comprare online questa carta e caricarci dentro le cose che vi interessano. Fino a qui sembra una bella idea, ma ci sono dei problemi…

Venezia è una delle poche città in Italia, se non in Europa, dove la differenza di costo tra i servizi per i cittadini e gli stessi servizi dati ai turisti è enorme. Ad esempio, se andate in metro a Roma, che voi siate Romani da 20 generazioni o Colombiani, pagate sempre 1.50 € (o 1.30 non ricordo) un biglietto di corsa singola. A Venezia, invece, se siete residenti pagate 1.30 €, se non potete dimostrare di essere residenti, pagate invece 7.50€.

Per dimostrare di essere residenti bisogna avere la carta Venezia Unica per residenti o visitatori abituali. Se, come nel mio caso, la doveste perdere, si paga il prezzo intero. Anche se avete carta di identità, dimostrate dove vivete niente da fare…

7.50 € sono tanti…immaginiamo una famiglia di 4 persone che si fa un giro a piedi per Venezia e poi, stanca, vuole prendere un vaporetto per tornare a prendere l’auto o il treno…bene, pagano 30€. A Roma avrebbero pagato 6€.

7.50€ per un biglietto di trasporto pubblico è più del costo di un Taxi per brevi tratte. Ad esempio, a Padova, per fare 3-4km chiedono in media 6.50€. Con 30€ ti portano da Padova all’aeroporto di Venezia. Aggiungo, con la differenza del livello di comfort che dà un taxi rispetto ad un mezzo pubblico.

Il giorno di Natale ho preso due biglietti…e niente, 15€. La distanza che ho percorso, in “linea d’acqua” è di circa 4 km. Trovandomi dalla parte del turista mi sono sentito rapinato da un sistema, unico nel suo genere, che sembrerebbe essere costruito appositamente per spennare e spremere il visitatore.

Concludendo, se volete visitare Venezia assicuratevi di avere un amico/a residente che vi compra i biglietti al prezzo ridotto.

Pietro

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Peer reviewing nei media (#DiMartedi)

Sto guardando DiMartedì su La7 e rimango basito dal fatto che in TV si parli con così tanta serenità di qualsiasi cosa, senza alcun tipo di verifica o di confronto delle competenze specifiche di ogni ospite.

Del resto, con 30 secondi a disposizione di ciascuno tra una interruzione e l’altra come si potrebbe fare altrimenti?

Oggi si parla di banche. Quanta gente può dirsi esperta di sistemi bancari, o di economia in generale? Quanti conoscono a sufficienza l’argomento da poterne parlare in serenità?

E il mestiere di conduttore? Ormai i conduttori sembra che sappiano parlare di tutto, dalla religione alle banche passando per il terrorismo internazionale.

Quello che servirebbe, a noi non esperti, è uno spazio privo di pubblico, niente applausi e claque che influenzano le nostre opinioni. Solo ospiti competenti e riconosciuti internazionalmente per i temi di cui si parla che si confrontano parlando in modo semplice e chiaro in modo da rendere la comunicazione con noi, pubblico non esperto, il più trasparente possibile.

E sarebbe anche bello che noi potessimo vedere una sorta di “peer review” delle opinioni dei vari tecnici, come nel mondo scientifico. Se l’esperto A dice B, io voglio sapere anche cosa ne pensano gli esperti C, D, E riguardo ciò che A ha detto. Questo in TV, generalmente, non si fa, e neanche sui giornali.

Ognuno predica e pontitifica dalla propria torre, e noi sotto restiamo nella confusione, che alimenta il populismo alla Salvini.

Pietro

#WorldAIDSday – Pensieri

In questi giorni, nei social, ho letto discorsi incredibili riguardo HIV, AIDS e, più in generale, le malattie sessualmente trasmissibili (che chiamerò MST da qui in poi per brevità). E’ brutto vedere che nel 2015 ci sia ancora così tanta disinformazione, vuoi per motivi culturali/religiosi vuoi per semplice pigrizia.

Spesso si preferisce ascoltare il luogo comune o il consiglio/opinione di un amico invece di prendere la situazione in mano e informarsi in prima persona.

Molti dicono “HIV, ma anche gonorrea, ecc”. Verissimo, ma è una frase che, secondo me, tradisce un lieve atteggiamento di “benaltrismo” particolarmente pericoloso in una società come quella italiana che, su questi temi, è costantemente bloccata tra passato e futuro in un presente alquanto improbabile. Parlerò quindi solo di HIV e AIDS.

Per dirla in soldoni: il primo è il virus (Human Immunodeficiency Virus, cioè virus dell’immunodeficienza umana) che è quello che si trasmette nel contagio, il secondo è il “risultato” dell’azione del virus nel nostro corpo, risultato che spesso richiede svariati anni per manifestarsi in tutta la sua gravità.

  • HIV colpisce gli umani, indipendentemente da:
    • Sesso
    • Etnia
    • Età
    • Orientamento sessuale
    • Credo religioso
    • Posizione sociale
    • Ruolo sessuale (attivo o passivo)

Sembra strano precisare questo, ma mi è capitato spesso di leggere commenti in alcuni forum (principalmente di estremismo cattolico) che evidenziano delle credenze di alcuni secondo cui HIV colpisca unicamente uomini gay atei e, se possibile, africani.

  • HIV non si trasmette in queste modalità:
    • Per via aerea
    • Stringendo la mano ad una persona HIV+
    • Bevendo dal bicchiere di una persona HIV+
    • Con scambio di saliva, sudore o lacrime

Il modo più comune per rischiare di essere contagiati è nel rapporto sessuale. Si tende spesso a dire, specialmente nel “mondo gay”, che “se non c’è eiaculazione allora è tutto ok“. Questo è sbagliato ed è uno dei tanti discorsi che ho letto sui social.

Il pericolo di contrarre HIV non risiede unicamente nello sperma ma in tutta una serie di fluidi corporei e, nello specifico, nel contatto tra fluidi infetti e mucose o tessuti danneggiati o nel caso di iniezione diretta di fluidi infetti (ad esempio utilizzando una siringa già utilizzata da un soggetto HIV+). Nel caso umano, le mucose di cui si parla sono nel: retto, vagina, “apertura” del pene (cioè l’uscita dell’uretra), e la bocca.

Vediamo allora i fluidi corporei pericolosi:

  1. Sangue. In un rapporto sessuale si può venire a contatto con sangue in varie situazioni: abrasioni, mestruazioni, lacerazioni. Il sangue si può trovare anche nella bocca, per esempio in una persona con malattia parodontale.
  2. Sperma. Questo è uno dei motivi per cui è fondamentale utilizzare il preservativo in un rapporto sessuale qualsiasi sia il vostro partner e a maggior ragione se si tratta di qualcuno/a che conoscete poco o se si tratta di un rapporto occasionale con perfetti sconosciuti. Nonostante quello che disse la Chiesa, il preservativo difende dal contagio ed è un efficace strumento di prevenzione (unito alla testa di chi lo indossa).
  3. Secrezioni rettali. Ci sono poche ricerche riguardo le secrezioni rettali, tuttavia è bene porre attenzione. Durante i rapporti anali (sia nel caso in cui il soggetto penetrato sia un uomo sia nel caso in cui sia una donna), la secrezione rettale è un muco con funzione contemporaneamente di lubrificante e di protezione delle pareti del retto. Alcuni studi hanno mostrato come la carica virale all’interno delle secrezioni rettali sia sufficiente a porre un rischio serio di trasmissione, contrariamente a quanto si pensava in passato e cioè che HIV venisse trasmesso esclusivamente tramite sangue e sperma. Anche qui, dunque, si vede come sia imperativo usare il preservativo: infatti anche in assenza di eiaculazione, può essere possibile contrarre il virus per contatto con la mucosa rettale infetta.

Contestualizzando queste informazioni nel caso delle pratiche sessuali comunemente seguite, vediamo come è consigliabile comportarsi:

  • Sesso orale:
    • Pompino. Nel caso del pene di sono due fluidi corporei coinvolti: liquido prespermatico (o preseminale o precum) e sperma. Mentre nel caso del liquido prespermatico non c’è ancora un accordo nella comunità scientifica riguardo le sue capacità di trasmettere il virus, lo sperma è invece pericoloso. Quindi:
      • Chi fa il pompino deve stare attento a non venire a contatto con lo sperma.
      • Chi riceve il pompino non corre tecnicamente rischi, anche nel caso in cui la persona che lo pratica sia HIV+. Esiste però la possibilità teorica che, nel caso in cui la persona HIV+ abbia lacerazioni o sanguinamenti in bocca, il sangue possa venire a contatto con la mucosa del pene mettendo a rischio di infezione il partner, anche se si tratta di una possibilità molto remota.
    • Cunnilingus. Evitare nel caso di presenza di sangue mestruale nel caso in cui la donna che riceve l’atto sia HIV+.
    • Rimming. Non ci sono studi che dimostrino la trasmissione di HIV con questa attività. In realtà è stato registrato un solo caso in cui una persona è stata infettata da HIV ricevendo il rimming da partner HIV+ che aveva sangue sulla lingua.
  • Sesso vaginale: usare sempre il preservativo.
  • Sesso anale: come nel caso del sesso vaginale, usare sempre il preservativo. Anche nel caso in cui non ci sia eiaculazione, il rischio di contagio esiste sempre (secrezioni rettali, lacerazioni e abrasioni con perdite di sangue, ecc).

Concludo dicendo a chi ha una vita sessuale attiva: vestitelo (usate il preservativo) e fate il test. Il test HIV è sempre gratuito e anonimo nelle ULSS, ormai esistono anche i test domestici che si possono ordinare via internet. Non ci sono più scuse per non farsi visitare.

Siamo tutti al sicuro solo se ognuno è sicuro.

Pietro