Vorrei spendere due parole sulla vicenda Meloni, visto che leggo (sempre i soliti) su Twitter dare dei “fascisti” a quelli del PD.

Invito a leggere l’articolo originale che qui vorrei commentare nella sua prima parte.

La Meloni dice di essere stata censurata, ma vediamo cosa è capitato veramente perché i giornali, tanto per cambiare, non hanno dedicato la giusta attenzione alla notizia ma si sono spostati subito sul gossip e la demagogia.

La Meloni è stata richiamata dall’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) a causa di questa sua dichiarazione:
Le sue parole si commentano da sole: divide immigrati in serie A e serie B, basandosi su equivalenza musulmano = pericoloso. 

In seguito a queste dichiarazioni, l’UNAR ha risposto alla Meloni con questa comunicazione: 

  Che termina con:

Si coglie l’occasione per chiedere di voler considerare per il futuro l’opportunità di trasmettere alla collettività messaggi di diverso tenore.

La vicenda è tutta qui: se qualcuno volesse spiegarmi cosa ci sia di fascista nel ricordare ad un Parlamentare che il fatto di essere in democrazia non significa poter dire tutte le cretinate che passano per la testa…proprio perché il parlamentare ha un ruolo pubblico deve attenersi a degli standard universalmente riconosciuti (in questo caso standard europei visto che l’UNAR è stato costituito sotto direttiva comunitaria).

La Meloni ha scambiato questo per censura. E infatti replica:

 

Alla Meloni bisognerebbe ricordare che il fatto di essere un parlamentare non implica avere solo potere ma anche obblighi. Classificare gli immigrati in base a religione e/o paese di provenienza non mi sembra tollerabile in una democrazia moderna.

La Meloni comunque continua dicendo di non poter essere “censurata” perché è stata eletta dai cittadini (ancora con questa idea berlusconiana secondo cui avere il favore popolare significa poter fare quel che si vuole) e che l’articolo 68 della costituzione sarebbe stato violato.

Non sono un costituzionalista ma l’articolo 68 si applica ad opinioni e voti espressi dai parlamentari nell’esercizio delle loro funzioni. Non so se l’intervista ad un giornale rientri nell’esercizio delle funzioni parlamentari. Su questo attendo degli input se qualcuno dovesse saperne di più.

Non trovo niente di scandaloso in quello che è accaduto alla Meloni. Trovo molto più preoccupante vedere come le parole ormai hanno cessato di avere senso: questa mattina in Twitter leggevo post di persone che urlano al “fascismo renziano”. Penso che si debba essere molto ignoranti, molto stupidi o molto in malafede per usare a sproposito una parola che richiama anni di violenze, morte e distruzione per commentare un fatto come questo dove è semplicemente stato ricordato ad un parlamentare che la libertà di opinione non contempla la libertà di discriminazione.

Pietro

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4 pensieri su “Come al solito si parla ma non si conoscono i fatti

  1. Ho notato che negli ultimi tempi si tenda a pensare che la parole “libertà” e “democrazia” diano la facoltà di dire e fare tutto ciò che si vuole. In un simile contesto chi contesta un’idiozia diventa un fascista perché nega a qualcun altro la libertà di dire tutto ciò che vuole. Si vede bene nel campo delle pseudoscienze, dove per esempio un creazionista pretende di avere lo stesso peso di uno scienziato vero in virtù della libertà di pensiero e di espressione. Peccato che ciò costituisca uno stravolgimento di quei diritti, quasi una loro corruzione.
    Insomma è come se vivessimo in una specie di eccesso di libertà, dove i doveri e le regole sono considerate dei blocchi inaccettabili e non dei limiti essenziali per assicurare la civile convivenza.

    Probabilmente servirebbero dei media più responsabili e un’istruzione di miglior qualità.

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  2. Abbiamo già avuto modo di parlare della questione libertà di espressione e come sai non potrei condividere di più quello che hai scritto.
    A proposito di Art. 68, la Corte Costituzionale ha avuto modo di pronunciarsi sulla questione se le dichiarazioni rese in un’intervista possano considerarsi riconducibili all’esercizio delle funzioni parlamentari (http://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2012&numero=39).
    TL;DR: dipende. Perché la dichiarazione resa fuori dal Parlamento sia coperta da insindacabilità si deve dimostrare che è riconducibile in qualche modo alla specifica attività parlamentare della persona che l’ha fatta. Non mi sembra questo il caso della Meloni.

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    1. Già…Chiara ti ringrazio moltissimo per l’informazione! In effetti la questione si “gioca” tutta lì, però ho la sensazione che i media non approfondiranno troppo la questione dell’insindacabilità.

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