C’è una differenza tra il sentirsi soli e l’essere solitari. Nel primo caso c’è una insoddisfazione di un desiderio di condivisione, nel secondo, invece, è un modo di vivere: il “bastarsi” da soli. Talvolta capita di sentirsi un po’ a metà tra questi due “stati”, di fluttuare un po’. Penso sia fisiologico. Quello che poi si fa ogni giorno finisce per “sbilanciare” la fluttuazione più verso l’una o l’altra cosa.

Ci si può sentire belli rimanendo da soli? O meglio…ha senso? E’ un pensiero che spesso faccio. Io non sono assolutamente “bello” nel senso fisico del termine, anzi, che ne dicano parenti o qualche amico/a. La bellezza fisica è ben altra. Non lo dico per fare vittimismo, ma è l’oggettiva verità.

Tuttavia, contrariamente ai soliti luoghi comuni che non sopporto (non è bello ciò che è bello ma ciò che piace, la bellezza fisica non conta, sei bello dentro, ecc), nel bilancio finale conta anche questo. La soggettività si esprime poi dando dei pesi, per ognuno diversi, ad ogni “componente” della bellezza.

Il punto è che la bellezza esteriore è come il display di un computer: per lo sconosciuto/a, una bella immagine fa la sua impressione. Certo non si può sapere se si tratti di uno screensaver che svanirà appena si inizierà a premere qualche pulsante, o se sia bellezza in senso proprio. Non si può cioè sapere a priori se ciò che si vede è prodotto da qualcosa di sostanziale. Ragionando all’inverso, se uno fosse bello dentro, sarebbe naturale una “proiezione” sull’esterno in cui si rende manifesta l’interiorità, in parte, perché no, riflettendosi sulla fisicità.

Io ho tanti(ssimi) difetti, lo dico sul serio, che non sto qui ad elencare, ma, bene o male, mi è sempre stato detto (con qualche eccezione fisiologica) che sono, all’interno, una “bella persona”. Quello che nel mio caso manca è la “continuità” con l’esterno. Un po’ di tempo fa non accettavo questa mancanza che ora, con un pizzico di disillusione, prendo semplicemente come uno dei tanti aspetti della vita. E’ così e fine.

In questo senso dico che, a volte, ci si vede belli solo da soli, perché ci si vede senza “attribuzioni esterne”, riconoscendo anche gli aspetti fisici e caratteriali che non piacciono. Il fatto è che, spesso, non si è mai soli per un tempo sufficientemente lungo che possa permettere di “ritrovarsi” abbandonando gli “abiti di scena” che troppo spesso ci vengono messi addosso, tagliati e cuciti da altri.

Pietro

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2 pensieri su “La bellezza solitaria

  1. “Il fatto è che, spesso, non si è mai soli per un tempo sufficientemente lungo che possa permettere di “ritrovarsi” abbandonando gli “abiti di scena” che troppo spesso ci vengono messi addosso, tagliati e cuciti da altri.”

    Bravo Pietro. Un post molto bello (…tanto per restare in tema) che mi ha ricordato questa breve eppure intensissima (e bellissima) poesia del sommo Montale.

    “Chissà se un giorno butteremo le maschere
    che portiamo sul volto senza saperlo.
    Per questo è tanto difficile identificare
    gli uomini che incontriamo.
    Forse fra i tanti, fra i milioni c’è
    quello in cui viso e maschera coincidono
    e lui solo potrebbe dirci la parola
    che attendiamo da sempre. Ma è probabile
    ch’egli stesso non sappia il suo privilegio.”

    Giò

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