Sui social ci si confronta spesso su tanti temi, sicuramente quello dell’omosessualità e di come questa sia vista dalla Chiesa. Non voglio essere ripetitivo, già parlavo di come il Cristianesimo avesse da sempre visto l’omosessualità come una perversione e, più in generale, come una fastidiosa devianza dal comportamento “normale”, ecco il link al post.

Sono anche conscio del fatto che religione ed istituzione “vaticana” sono due entità tecnicamente separate, anche se intrinsecamente legate e talvolta vengono in contatto. Uno dei punti di contatto più significativi è sicuramente sul tema dell’omosessualità. Citerò infatti quanto dice il Catechismo e quanto dice, politicamente parlando, il Vaticano.

Il Catechismo

A questo link si può trovare tutto il testo della parte inerente amore e comportamenti sessuali. Riguardo l’omosessualità il Catechismo della Chiesa Cattolica recita:

L’omosessualità designa le relazioni tra uomini o donne che provano un’attrattiva sessuale, esclusiva o predominante, verso persone del medesimo sesso. Si manifesta in forme molto varie lungo i secoli e nelle differenti culture. La sua genesi psichica rimane in gran parte inspiegabile.

Prima di continuare: notiamo quindi come il Catechismo ritenga l’omosessualità un inspiegabile fenomeno generato psichicamente. La scienza moderna ci dice che la sessualità, in tutte le sue forme, ha origini “psichiche”, vuoi che sia eterosessualità o omosessualità. Già qui, dunque, la posizione della chiesa è, scientificamente parlando, inesatta. Ma l’articolo prosegue così:

Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, 238 la Tradizione ha sempre dichiarato che « gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati ». 239 Sono contrari alla legge naturale. Precludono all’atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati.

Un altro commento su un fatto secondo me centrale: il Catechismo ci dice che le relazioni omosessuali, oltre ad essere gravi depravazioni, “non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale“. In altre parole, si dichiara impossibile l’esistenza dell’amore tra due uomini o tra due donne e si dice, in più, che anche i rapporti sessuali non siano tali in senso proprio. Questo ultimo punto sui rapporti sessuali discende da quanto il Catechismo dica prima sul fatto che il solo rapporto sessuale ammissibile sia quello finalizzato alla riproduzione. Trovo invece totalmente ingiustificata l’affermazione sul l’impossibilità di “affettività” tra uomo e uomo o tra donna e donna.

Il Catechismo però continua, ecco l’articolo successivo:

Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione.

In qualche modo qui la Chiesa ci “salva”, almeno secondo lei: gli omosessuali sono in questa “condizione” perché è una prova che il Signore ha messo sulla loro strada, e dunque devono essere guardati con “compassione e delicatezza“. È curioso il passaggio sull’ “evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione“. Si tratterebbe infatti di definire cosa si intenda con evitare (che non è condannare) e cosa si intenda con “ingiusta“.

Ma continuiamo con l’ultimo articolo:

Le persone omosessuali sono chiamate alla castità. Attraverso le virtù della padronanza di sé, educatrici della libertà interiore, mediante il sostegno, talvolta, di un’amicizia disinteressata, con la preghiera e la grazia sacramentale, possono e devono, gradatamente e risolutamente, avvicinarsi alla perfezione cristiana.

Ecco: quindi una persona omosessuale, necessariamente, deve essere casta per sottoscrivere la sua “condizione” ed evitare dunque quei comportamenti “disordinati” di cui si parlava prima.

In conclusione, possiamo riassumere ciò che dice il Catechismo in questi tre punti:

  1. È impossibile l’affettività tra due persone dello stesso sesso.
  2. L’omosessualità è una condizione svantaggiosa che il Signore ha posto sulla nostra strada. L’omosessuale va dunque visto con compassione e si deve evitare di discriminarlo.
  3. La persona omosessuale deve essere casta.

Come si vede, si impongono pesanti vincoli sulla libertà di espressione e di vita del singolo, in aperto contrasto con quanto dicono, ad esempio, i nostri principi costituzionali che invece salvaguardano la libertà affettiva dell’individuo. Questo è quanto dice il Catechismo: devo quindi assumere, per serietà, che tutti i “catto gay” che si scagliano ferocemente contro le mie esternazioni seguano a puntino quanto prescritto dal Catechismo, castità inclusa, e divieto alla masturbazione.

Il Vaticano

Il Vaticano è molto chiaro su tutta questa questione. Riporto qui una brevissima cronologia:

  1. Nel 1992: sul tema della discriminazione il Vaticano dice “non vi è un diritto all’omosessualità, che pertanto non dovrebbe costituire la base per rivendicazioni giudiziali“. In altre parole: la discriminazione tecnicamente non esiste.
  2. Nel 2008: l’osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite si schiera contro il disegno di legge per depenalizzare ovunque l’omosessualità, che in alcuni paesi prevede la morte, dicendo che: “il disegno di legge, discriminando chi discrimina, introduce di fatto una discriminazione a sua volta“. Questo è coerente con quanto diceva il Catechismo: si deve evitare di discriminare, non è vietato.
  3. Nel 2011: si rincara la dose e ci si oppone fermamente all’inclusione dell’orientamento sessuale tra i diritti umani. Di più, si chiede agli Stati di: “affermare chiaramente il carattere immorale di questo tipo di unione e di contenere il fenomeno entro limiti che non mettano in pericolo il tessuto della moralità pubblica, aggiungendo inoltre che si tratta di un male che va tollerato e non approvato o legalizzato“.

Arrivati a questo punto, abbiamo dunque un quadro completo della questione. Direi che non ci sono ulteriori commenti da fare se non: cari gay cattolici, rispetto la vostra fede, ma non vedo come possiate amare un’istituzione che regola la vostra fede dicendovi di volervi del male.

Pietro

 

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5 pensieri su “Catechismo e Vaticano

  1. Come nota a margine, è interessante notare che questa posizione deriva in maniera quasi inevitabile da un’altra idea che non ha alcuna base scientifica i.e. l’idea che il rapporto sessuale nella specie umana sia *esclusivamente* finalizzato alla procreazione. Jared Diamond ha dato un’ottima dimostrazione della falsità di questa tesi ne “Il terzo scimpanzè”; solo che le verità scientifiche che contrastano con la dottrina è molto più semplice ignorarle e fingere che non esistano.

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    1. Grazie per il commento Chiara!
      Sono molto d’accordo con te, necessariamente chi difende certi punti di vista per “tradizione” o perché “si è da sempre fatto così” come fa la chiesa su questi temi, inevitabilmente per “salvare il salvabile” deve ignorare le dimostrazioni scientifiche. Non conoscevo Jared Diamond, penso però che lo leggerò con piacere.
      Grazie ancora!

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